STRUTTURE SOCIALE E DOTTRINE : Quel che la "scienza" economica non dice

By: 
Ibrahim A. Warde
Date Published: 
September, 2000
Publication: 
Le Monde diplomatique
Language: 

 

Nel momento in cui l'economia continua incontrastata la sua conquista sia delle scienze umane e sociali che del discorso politico, due opere complementari provvedono a smontare i meccanismi di quest'egemonia e permettono di ricollocare la "regina delle scienze sociali" nel suo ambiente sociale e nella storia.

A partire da concetti e da griglie di lettura che aveva sviluppato in opere precedenti di sociologia e di etnologia, Pierre Bourdieu si occupa ora della "costruzione" del mercato delle case unifamiliari in Francia (1). L'analisi delle risorse dei protagonisti - alti funzionari dello stato, enti locali, costruttori, creditori, acquirenti - del loro "spazio" e della "genesi delle loro preferenze" permette di capire meglio i rapporti di forza e le idee predominanti e di spiegare le dinamiche che reggono lo scontro tra i protagonisti. Paradossalmente, la realizzazione del sogno dell'accesso alla proprietà privata diventa "il fondamento della miseria piccolo-borghese", fonte di disillusione e di sofferenza.

Il proprietario si trova in effetti "incatenato dai debiti a una casa spesso diventata invendibile, quando non nella totale impossibilità di far fronte ai costi e agli impegni presi, soprattutto in materia di stile di vita, che erano tacitamente inscritti in una scelta iniziale il cui senso sfugge spesso anche a lui". L'analisi rende esplicita la frase di Bertrand Russell posta a epigrafe del libro: "l'economia spiega come la gente fa le proprie scelte; la sociologia spiega che la gente non può in realtà fare delle scelte".

La "messa tra parentesi di tutto il radicamento sociale delle pratiche economiche" denunciata da Pierre Bourdieu si capisce meglio alla lettura de La Croyance économique, saggio nel quale Frédéric Lebaron tenta di mettere a nudo i meccanismi della professione economica e di capire come le opposizioni sociali e scolastiche strutturino il "campo economico" (2). L'analisi empirica, molto ampia, del sistema di produzione - e di riproduzione - del credo economico fornisce risposte chiare alle seguenti domande: chi sono gli economisti? che studi fanno? come elaborano le loro teorie? e come ha potuto la professione imporre i propri schemi, i propri argomenti, il proprio linguaggio sia alle altre discipline accademiche che al mondo politico?

Le risposte suggeriscono che l'economia - con la sua ortodossia, i suoi guru, i suoi proseliti, i suoi credenti e i suoi eretici - è più vicina al campo religioso che a quello scientifico autonomo, a cui invece pretende di appartenere chi la pratica. Sia l'uso abusivo della matematica che l'oscurità del gergo utilizzato le danno una parvenza di scientificità che permette di escludere i non iniziati dal dibattito e di dissimulare i disegni politici dietro un linguaggio da esperti. Che si tratti di politiche monetariste difese dalle banche centrali o della lotta contro le "rigidità" del mercato del lavoro, la neutralità del discorso è di rigore.

Le reazioni corporative sono d'altronde molto forti. In effetti, la professionalizzazione dell'attività di economista "offre ai suoi membri contemporaneamente quel prestigio scientifico, quel potere istituzionale e quel riconoscimento economico che permettono loro di accumulare risorse diverse, particolarmente valorizzate nell'epoca della globalizzazione delle economie e del trionfo mediatico e politico delle argomentazioni liberiste".

 

Riferimenti

(1) Pierre Bourdieu, Les Structures sociales de l'économie, Seuil, Parigi, 2000, 290 pag., 130 FF.

(2) Frédéric Lebaron, La Croyance économique: Les économistes entre science et politique, Seuil, Parigi, 2000, 264 pag., 130 FF.

 

Tous droits Réservés © Le Monde diplomatique.